Giochi della decade: Top 5 2019

03.05.2020

Siamo arrivati all' ultimo anno del decennio: il 2019, in cui si è inizato a sentire il profumo della next-gen. Microsoft ha presentato la console ai Game Awards, mostrando una forma molto diversa rispetto a quella degli scorsi hardware.

La console, chiamata Xbox Series X è stata pubblicizzata con Hellblade 2, titolo esclusivo sviluppato sempre da Ninja Theory.

Mentre Sony ha deciso di saltare l'E3 del 2019 e non svelare informazioni su PlayStation 5.

Tra le novità c'è anche Google Stadia, piattaforma di gioco in streaming arrivata sul mercato alla fine dell'anno.

Come di consueto, prima di passare ai cinque giochi dell'anno, menzionerò i titoli più importanti, esclusi dalla mia classifica.

Tra gli esclusi ci saranno Star Wars Jedi Fallen Order, titolo sviluppato dagli autori di Titanfall 2 e Call of Duty: Modern Warfare che ha riportato il franchise a buoni livelli.

Non trovano posto Luigi's Mansion 3, esclusiva Nintendo Switch, cosi come diversi open-world Ubisoft come The Division 2, Far Cry New Dawn e Ghost Recon Breakpoint.

Metro Exodus, uno degli FPS più importanti dell'anno e altre esclusive presenti su Nintendo Switch come Astral Chain, Super Mario Maker 2, The Legend of Zelda: Link's Awakening e Fire Emblem: Three Houses.

Tra gli indie più interessanti che non troverà posto c'è Outer Wilds, cosi come Disco Elysium, uno dei titoli più premiati ai Game Awards.

Mentre ci sono alcuni giochi che sono stati più vicini ad entrare nella mia top 5 dell'anno e cercherò di approfondire maggiormente.

My Friend Pedro è stato uno degli indie più interessanti di questa generazione e forse troppo criticato dalla stampa specializzata. Le fasi shooting sono ben riuscite e ricordano Max Payne, mentre le sezioni platform sono meno azzeccate. Mi sento di consigliarlo, visto che se ne parla fin troppo poco. Qui, una delle recensioni che più mi hanno convinto.

The Outer Worlds è riuscito a convincermi grazie a un ottima scrittura dei dialoghi e un buon comparto narrativo. Mentre ho trovato meno rifinita la parte ludica e l'ottimizzazione generale, complice forse anche un budget non stellare.

A Plague Tale: Innocence appartiene a quel tipo di produzioni single-player non ad alto budget ma molto interessanti. La narrativa e la caratterizzazione dei personaggi sono riusciti a convincermi, meno il gameplay che l'ho trovato fin troppo guidato e un pochino scarno.

Days Gone è stata un'esperienza particolare, fin troppo spesso leggo da molti utenti considerare il titolo come un capolavoro. Il titolo gode di un'ottima caratterizzazione dei personaggi e una trama principale ben riuscita, nonostante spesso viene tirata per le lunghe a causa di missioni troppo ripetitive e poco contestualizzate. Rimane un titolo da giocare, ma non è riuscito ad entrare tra i miei cinque giochi dell'anno.

Devil May Cry 5 ha segnato il mio primo approccio al franchise di Capcom. Ho recuperato il titolo qualche mese dopo all'uscita, grazie a Xbox Game Pass, l'ottimo servizio di Microsoft.

Il titolo gode di un combat system praticamente perfetto nel genere degli action e nonostante non sia un fan della serie, la trama principale mi è piaciuta, anche se il vero fiore all'occhiello della produzione rimane il gameplay.

Tra i tre personaggi ho trovato V un pochino sottotono, rispetto alla fase più action con Nero e Dante, entrambi spettacolari. Tra i titoli menzionati è stato sicuramente il più vicino ad entrare nella mia personale top 5 del 2019.


5)Resident Evil 2

Non ho giocato il capitolo originale di Resident Evil 2, quindi questo Remake per me è come se fosse un nuovo capitolo. Ciò che mi è subito saltato all'occhio è che mi sono ritrovato di fronte il miglior Remake di sempre.

La trama principale divisa nei due binari di Leon e Claire è stata molto coinvolgente, tuttavia le due run tendono a somigliarsi fin troppo e ho vissuto una sensazione di dejà-vu.

Il gameplay e la componente survival sono ben contestualizzate nel genere di appartenza, ovviamente considerando che non si tratta di un gioco action. Il backtracking l'ho trovato poco attuale e poteva essere più rifinito, anche se è stata una scelta per ricreare l'atmosfera originale.

Resident Evil 2 è stato un lavoro ottimo di Capcom e lo ritengo uno dei giochi migliori del genere.


4)Death Stranding

Parlare di Death Stranding è molto complesso, spesso sul web mi trovo a leggere commenti di chi lo ritiene capolavoro della generazione e chi lo ha totalmente odiato. La mia esperienza è stata una via di mezzo, ci sono stati momenti carichi di pathos uniti a situazioni che mi ha annoiato, complice una componente action approssimativa, cosi come l'intelligenza artificiale rivedibile.

Per mia sorpresa ho apprezzato la fase gestionale del titolo, insieme al multiplayer asincrono che crea cooperazione tra i giocatori, sicuramente molto più curata rispetto alla fase action. Death Stranding più di qualunque altro titolo si basa sull'esperienza personale del giocatore, alcuni difetti ludici per me hanno avuto un peso e non avrei potuto inserirlo più in alto in classifica, specialmente perchè reputo i primi due giochi ben più bilanciati tra comparto narrativo e ludico.

Passando alla trama, Death Stranding è stato coinvolgente nel finale e in altri momenti del gioco, ma anche qui non lo reputo cosi perfetto, complice alcuni personaggi non caratterizzati in maniera impeccabile. Mentre ciò che spicca maggiormente rimangono la regia e la recitazione dei personaggi, grazie a un cast stellare e Mads Mikkelsen in particolare riesce a lasciare il segno.

Infine, ritengo Death Stranding uno dei giochi più importanti dell'anno e meritevole di essere inserito tra i migliori dell'anno, ma non abbastanza per raggiungere il mio Game of the Year ed essere inserito tra i migliori del decennio.


3)Sekiro: Shadows Die Twice

Sekiro è stata una delle più grandi sorprese di questi ultimi anni, ho fatto sempre fatica ad apprezzare le opere From Software e non sono mai riuscito a superare gli scogli iniziali sia in Bloodborne che Dark Souls.

Tuttavia Sekiro non lo considero un Souls-like, ma un action con un combat system inarrivabile al momento nel genere, nonostante la difficoltà il titolo mi ha spinto a superare i miei limiti arrivando ad un finale con una boss fight epica sia dal punto di vista scenico che ludico.

L'esplorazione e la costruzione delle mappe le ho trovate sublimi, così come l'uso del rampino sia nelle fasi stealth che nell'esplorazione, le uniche pecche sono state la gestione della telecamera e un bilanciamento della difficoltà che in un paio di casi l'ho trovata eccessivamente frustrante.

In molti altri anni Sekiro sarebbe stato il mio personale gioco dell'anno, un'esperienza assolutamente incredibile e una delle migliori di questa generazione.

2)Gears 5

La lotta al Game of the Year nel 2019 è stata una di quelle più agguerrite, lo dimostra il fatto che sia Gears 5 e il gioco in prima posizione sono presenti tra i miei giochi migliori del decennio. Inoltre ho recensito il titolo Microsoft qui.

Ritengo che il quinto capitolo sia riuscito a far tornare la serie ai fasti di un tempo e ho deciso di premiare alcune scelte e diversi cambiamenti, probabilmente il finale non mi ha fatto elevare Gears 5 a gioco dell'anno. Il gameplay continua ad essere ciò che più preferisco in un TPS, specialmente nel cover system e nello shooting sempre più rifinito.

Ad oggi insieme ad Uncharted 4, sono i migliori TPS vecchia scuola dal mio punto di vista, con le varianti di Quantum Break e del primo gioco in questa classifica che sono totalmente differenti, seppur appartengono allo stesso genere.

Inoltre, ho apprezzato l'evoluzione di JD e la protagonista Kait in questo capitolo, sicuramente Gears 6 è uno dei titoli che attendo di più nei prossimi anni.


1)Control

Remedy è il team che più riesce a coinvolgermi e anche con Control, nonostante ero molto scettico sono riusciti a sorprendermi.

Gli elementi che più mi hanno convinto sono l'ambientazione e come riesce a essere diversificata, nonostante ci muoviamo totalmente all'interno del Bureau of Control e la gestione dei poteri unito alle fasi di shooting.

Control è riuscito a innovare la classifica formula dei third person shooter e dona una ventata di aria fresca nel genere.

Oltre questo, la penna di Sam Lake rimane una delle più riconoscibili, grazie a una regia visionaria e l'ispirazione al genere del New Weird mi hanno fatto elevare il comparto narrativo di Control.

Sicuramente una delle esperienze che più hanno segnato il mio decennio e un Game of the Year meritato, nonostante un gioco di alto livello come Gears 5. Gli unici appunti riguardano l'ottimizzazione non proprio impeccabile su console e una gestione dei checkpoint rivedibile.


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